Consolidamento

I CONSOLIDAMENTI

Il consolidamento e l’ancoraggio di parti dell’albero o di interi alberi si effettuano là dove la potatura o l’abbattimento non sono fattibili.

Si consolidano parti di albero per difetti strutturali che non si possono gestire con la sola potatura né con la rimozione della porzione, oppure per evitare che dei rami, rompendosi, colpiscano dei bersagli indesiderati. 

L’allestimento di consolidamenti è da considerare un vero e proprio manufatto che interagisce funzionalmente e meccanicamente sulla struttura albero, pertanto va pianificato e progettato in collaborazione con figure professionali idonee.

Il consolidamento di un albero è la connessione di una porzione di pianta a rischio di cedimento strutturale, come rami o fusto, ad altro componente dell’albero stesso o di un altro esemplare, meccanicamente stabile e proporzionalmente dimensionato mediante collegamenti statici o dinamici, al fine di prevenire il cedimento indesiderato per eccessiva “mobilità” della porzione a rischio. Ciò può rendersi necessario sia per ragioni di funzionalità o d’estetica dell’albero, che di sicurezza per persone o cose che si potrebbero trovare limitrofi alla pianta. Talvolta queste operazioni sono eseguite utilizzando come punti di ancoraggio manufatti esistenti o creati per lo scopo.

Si parla, generalmente, di consolidamenti dinamici, statici e di raccolta e sostegno (ritenzione). 

La scelta del tipo di ancoraggio dipende da quale obiettivo si deve perseguire: 

– un consolidamento dinamico si effettua in genere quando la parte che viene consolidata deve comunque muoversi e svilupparsi secondo natura, 

– nei consolidamenti statici invece si deve limitare fortemente il movimento della porzione consolidata generalmente a causa di difetti strutturali del sistema albero, 

– infine il consolidamento di ritenzione si applica solitamente per evitare che una porzione potenzialmente pericolosa possa colpire, in caso di crollo, un bersaglio considerato sensibile.

Come sistema di consolidamento si utilizzano particolari funi in materiale sintetico e se necessario ammortizzatori, dissipatori, fettucce tubolari progettati per essere il meno invasivi possibile.

Esistono tipi di funi che differiscono per materiali impiegati, carichi di rottura e per le funzioni che devono svolgere.

I consolidamenti/ancoraggi sono certificati in termini di materiali ma il loro allestimento e la revisione periodica del sistema va pianificata e rispettata: in genere si controllano ogni sei mesi o un anno, in relazione al mutare delle condizioni vegetative e strutturali dell’albero.

Esempi di consolidamenti dinamici 

Primo esempio

  • corteccia inclusa tra fusti codominanti su Castagno in fase di maturità, non è un difetto strutturale dell’albero in quanto determinato dal sviluppo delle due marze sul portainnesto, perciò è da considerare un difetto indotto che comunque soddisfa l’armonia di sviluppo (vedi foto 3) di Castagno innestato a marrone
  • è probabile che in questo caso la porzione che potrebbe separarsi sia quella del fusto a destra
  • il fusto assurgente e verticale, di maggiore dimensione, è stato utilizzato come punto di ancoraggio per il consolidamento dinamico del fusto assurgente/divergente di minori dimensioni (e minor peso, vedi foto 2).
  • il tensionamento del cavo è stato eseguito senza pretensionamenti tra le parti in ragione della lunghezza del cavo di consolidamento di circa m 5 e per mantenere volutamente la fune non tensionata
  • non si è utilizzato un ammortizzatore perché l’allungamento proprio della fune, che si sviluppa in relazione alla lunghezza della fune stessa, è comunque sufficiente a garantire la dinamicità del consolidamento desiderata.
  • il consolidamento è stato allestito all’altezza di circa m 9, quindi a 2/3 dal punto di codominanza dei fusti con corteccia inclusa, che parte a m 1,20 dal piano di campagna.
  • il tratto di consolidamento è inclinato verso il fusto che potrebbe scindersi e che, quindi, dovrà essere trattenuto.
  • la scelta dei punti di consolidamento tiene in considerazione le masse delle porzioni in base all’altezza della chioma, che si appesantirà allorché carica di foglie e frutti, quindi si è preferito non strozzare le forcelle e allestire gli ancoraggi sotto di esse
  • a tale scopo l’ancoraggio principale andrà sostenuto leggermente con un cordino per mantenerlo in posizione
  • monitorare ogni anno il consolidamento.

Secondo esempio

  • a valle del fusto di sinistra vegeta un giovane albero innestato a marrone che deve essere salvaguardato da un eventuale crollo
  • in  questo caso il consolidamento dinamico ha lo scopo di evitare il crollo della pianta a sinistra vista la precaria tenuta sulla ceppaia già fortemente compromessa
  • il fusto ancorato è molto compromesso con rischio di cedimenti per la possibile rottura nella zona di tensione che coinvolgerebbe inevitabilmente l’inserzione sulla vecchia ceppaia
  • anche in questo caso si è optato per non inserire un’ammortizzatore nel breve tratto di fune del consolidamento, i carichi in gioco non ne giustificano la funzione.